La visura catastale, la planimetria e la certificazione energetica

Da qualche anno a questa parte tecnologia e ingegneria civile sono impiegate per ottimizzare le risorse energetiche e ridurre l’inquinamento ambientale, anche con la costruzione di edifici più eco-sostenibili.

 

La legge

Risale al 2013 l’obbligo della certificazione energetica, nei casi di donazione, vendita e affitto d’immobili. Per ottenerla, bisogna dare al tecnico preposto la documentazione necessaria: planimetria, visura catastale e dati del proprietario. La planimetria catastale è la mappa in scala di un immobile; la visura catastale è un documento che contiene i dati sulla consistenza (grandezza) di un immobile. Si può richiedere, previa compilazione di un modulo, negli uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio (Catasto), allo Sportello Amico presente negli uffici postali, tramite il servizio Certitel Catasto e con i servizi online dell’Agenzia delle Entrate che consentono il reperimento delle visure catastali on-line.

 

Se, da una parte, con questa legge sono aumentati i controlli sugli edifici, è anche vero che a disposizione del cittadino ci sono degli incentivi per (contribuire a) ottimizzare il rendimento degli stabili.

 

La certificazione energetica

Che cos’è

È un documento che mostra i consumi energetici di un fabbricato, insieme ai miglioramenti possibili, allo scopo di ridurre l’inquinamento a livello nazionale.

 

Chi la fa

Questo documento riporta le caratteristiche tecniche di un edificio, che devono essere verificate da un tecnico e classificate secondo indici prefissati. Può essere scritto anche da un ente, purché sia estraneo alla proprietà dell’immobile e non abbia partecipato alla sua costruzione.

 

Iter

Una volta redatta seguendo le norme regionali, comunque con i dati identificativi dell’immobile reperiti tramite visure catastali on-line o ordinarie, la certificazione deve essere registrata al catasto energetico e timbrata dal Comune di competenza.

Per ottenerla, è possibile richiederne l’attestato anche su determinati portali, per ridurre i tempi delle procedure burocratiche.

 

Indici

Per stabilire gli indici è considerata la qualità dell’impianto di riscaldamento durante l’inverno e di climatizzazione nei mesi caldi, oltre a come l’acqua calda è prodotta e se lo stabile sfrutta fonti di energia rinnovabili.

 

La scala

La classificazione energetica si sviluppa secondo una scala di diverse fasce, che vanno dalla G (rappresentata graficamente in rosso), che identifica un edificio vecchio e che quindi non dispone di strumenti per la riduzione dei consumi, alla A+ (rappresentata graficamente in verde scuro), che indica invece un edificio moderno, dotato della tecnologia adatta all’abbassamento dei consumi.

 

Indicatori

Nella certificazione sono presenti anche degli indicatori che stabiliscono la prestazione energetica dell’immobile. Questi sono:

  • EPH: indica la quantità di energia necessaria a riscaldare l’edificio, considerando diversi fattori propri dell’impianto. Più l’EPH è basso, maggiori sono le prestazioni energetiche. In questo modo si definisce anche la classe.
  • EH ed EC: rappresentano la quantità di energia necessaria a climatizzare l’edificio, d’estate e d’inverno. Indicano anche la qualità dello stabile, comprese pareti e finestre. Più sono bassi, minore è la quantità di energia impiegata.
  • EPT ed EPW: indicano il riscaldamento dell’acqua, il primo per usi termici e il secondo in rapporto ai mq.
  • EFER: indica il contributo ricevuto dall’edificio da fonti rinnovabili.

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